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MOSTRA "LUNGO LA STURA... RACCONTI DI ARCHEOLOGIA E PAESAGGIO"

Periodo: Dal 20 giugno al 1 novembre 2021

Domenica 20 giugno 2021 alle ore 10 inaugura a Sant'Albano Stura la mostra “Lungo la Stura…racconti di archeologia e paesaggio”, realizzata nell'ambito del progetto transfrontaliero Italia-Francia INTERREG ALCOTRA “TRA[ce]S: Trasmettere Ricerca Archeologica nelle Alpi del Sud”.

L’esposizione, presentata nell’ex Cappella di S. Antonio da Padova, con i suoi approfondimenti dedicati al racconto delle relazioni tra l’uomo e il paesaggio nella bassa valle Stura attraverso i millenni, si pone come complementare all’esposizione inaugurata presso il Museo Civico di Cuneo nell’ottobre 2016 e rappresenta un nuovo tassello per incrementare nel territorio cuneese l’offerta culturale e turistica gravitante intorno al patrimonio archeologico.

Partendo dai dati archeologici, nella mostra a Sant'Albano Stura si approfondisce - attraverso video, pannelli e reperti - il paesaggio della bassa valle Stura sotto molteplici aspetti: storici, epigrafici, naturalistici e climatici.

Una sezione, dedicata alle risorgive e alla formazione di antichi insediamenti, illustra come le modalità del popolamento siano strettamente collegate alle vie di comunicazione e ai corsi d’acqua.

I materiali esposti, provenienti da Castelletto Stura, località Revellino, dove gli scavi hanno individuato un deposito votivo di età romana in corrispondenza di una risorgiva naturale, permettono di approfondire questo tema, che ha una forte valenza nel comune di Sant'Albano Stura, dove si estende l’Oasi naturalistica “La Madonnina”, alimentata ancora oggi da numerose risorgive.

Dopo una seconda sezione dedicata al “paesaggio epigrafico”, che conta numerose testimonianze in questo territorio dall’epoca romana alla tarda antichità, l’ultima sezione della mostra è incentrata sulla grande necropoli, scavata interamente tra 2009 e 2018: con le sue 842 tombe il cimitero longobardo indagato a Sant'Albano Stura, frazione Ceriolo, è infatti il più esteso sepolcreto ad oggi noto in Italia e uno fra quelli meglio documentati anche in ambito europeo. I corredi esposti permettono di illustrare rituali e costumi diffusi nelle società barbariche, in cui il defunto era deposto vestito, per mostrare la sua condizione sociale durante la cerimonia funebre.

Gli uomini liberi sono accompagnati nell’aldilà dalle loro armi, sospese a cinture che esprimevano, attraverso le decorazioni metalliche che le ornavano, prestigio sociale e ricchezza, oltre ad essere un chiaro segno di forza e di protezione per il guerriero che le indossava. Le sepolture femminili ostentano collane in pasta vitrea dai colori vivaci e talora ricche e articolate parures che seguono i cambiamenti della moda.

I resti vegetali (foglie, semi, steli) rinvenuti nelle tombe longobarde di Sant'Albano Stura, grazie ad un attento lavoro di équipe tra specialisti archeobotanici e restauratori, offrono inoltre lo spunto per approfondire la ricostruzione del paesaggio in epoca altomedievale in questo areale geografico. Lo studio dei residui organici permette anche di ricostruire l’abbigliamento dei longobardi, sepolti con brache e mantelli in lana, con camicie e tuniche in lino.

La mostra sarà visitabile gratuitamente, dalle ore 10 alle 19, nelle seguenti date:

- 27 giugno; 

- 4-11-18-25 luglio;

- 28-29 agosto;

- 5-12-19-26 settembre;

- 3-10-17-24-31 ottobre;

- 1 novembre.

Su prenotazione è possibile effettuare anche visite guidate a pagamento durante la settimana, scrivendo almeno 10 giorni prima all’indirizzo e-mail: longobardi@atelierkadalu.it 

Info: longobardi@atelierkadalu.it