Valle Varaita - Sentiero dei Sarvanot

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Foto Franco Voglino

 

SENTIERO DEI SARVANOT

Valle Varaita; comune di Sampeyre, frazione Rore

per chi: tutte le età, ma non con passeggini
dislivello: +150 metri solo andata
distanza: 1 km solo andata
tempo necessario (al netto delle soste): 45 minuti solo andata
tipo di percorso: lineare andata/ritorno su sentiero e sterrata
quota di partenza: 890 metri
quota di arrivo: 1010 metri
quando: tutto l’anno in assenza di neve, magnifico l’autunno

Spettacolare percorso che dalla borgata di Rore porta nel fitto del bosco fino alla cascata Tumpi la Pisso ma, attenti, non sarete mai soli: i Sarvanot vi spiano. Sapreste trovarli tutti? E mentre ci siete potrete, con una breve deviazione, salire su una panchina da giganti! Si può lasciare l’auto al termine della borgata, nei pressi di un negozio di alimentari davanti al quale prende il via l’escursione (cartelli). Ci si inoltra tra le ultime case della borgata, facendo attenzione alle prime avvisaglie dei Sarvanot. Ma… cosa sono questi Sarvanot di cui si va in cerca?

Tipici folletti della Val Varaita, sono esserini pelosi e dispettosi che amano la pioggia e si divertono a modo loro gettando, per esempio, noci sui balconi delle case per svegliare di soprassalto la gente che dorme tranquilla. Alla fontana si seguono i cartelli verso destra infilando uno stretto passaggio che porta con uno strappetto ad una carrareccia. Si prende a sinistra, in leggera salita e da qui in poi si camminerà sempre lungo il corso del torrente Ciantorane lungo una carrareccia molto evidente che porta ad un pannello di avvisi. Proprio a questo punto si può effettuare, adesso o una volta tornati indietro, una breve digressione verso destra. Un sentiero ripido ma breve (un centinaio di metri di lunghezza per circa una ventina di metri di dislivello) porta ad una brillante panchina blu e arancio le cui misure sono da gigante: si tratta di una delle numerose Big Bench che costellano il cuneese: opere ideate dall’artista Chris Bangle e sulle quali anche gli adulti possono tornare a sentirsi bambini e godersi il panorama.

Dal pannello di avvisi il tracciato diventa una pista erbosa che porta al sistema di alimentazione del Canale Sampeyre-Brossasco. Si oltrepassa due volte il Ciantorane su ponti di pietra e cemento. Poco oltre un pannello che descrive la vegetazione locale, la carrareccia diventa sentiero e si inerpica in modo piuttosto ripido. Ad ogni bivio si deve prendere a sinistra, mantenendosi sempre lungo il corso del torrente. Quando il sentiero si pianifica, attenti ai Sarvanot! Si nascondono tra la vegetazione e bisogna guardarsi attorno con attenzione per sorprenderli.

Poco oltre si passa una strettoia tra le rocce affiancata da un parapetto di legno e si giunge ad un punto di sosta con tavolo e panche di legno presso un ammasso di rocce. Un pannello informativo avverte: attenti, siete nel regno dei Sarvanot e se fin qui hanno fatto sporadiche apparizioni, da adesso in poi dovrete fare ben attenzione perché ve ne sono ovunque, qualcuno nascosto e altri in bella vista!
Il sentiero prosegue in modo graduale, si passa su un lungo ponte di legno che affianca una vecchia frana e giunge ad uno slargo presso il torrente. Ancora un ponte di legno, una breve salita e infine ecco all’ultimo ponte che anticipa la spettacolare conca in cui si tuffa la cascata di Tumpi la Pisso.

Note: Al ritorno, attenti ai sentierini che si staccano da sentiero principale e possono indurre in confusione: bisogna sempre tenersi lungo il torrente, prendendo sempre a destra la via più evidente. Soprattutto d’autunno, con le foglie per terra, il tracciato può rivelarsi scivoloso. Da evitare nei giorni piovosi, quando i massi del sentiero diventano viscidi e scivolosi.



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Sentiero dei Sarvanot